caratteristiche tecniche varietà innestate realizzazione della barbatella

Coltivazione dei portinnesti

Coltivazione delle gemme da innesto

Preparazione dei portinnesti e delle marze

Innesto a tavolo

Paraffinatura e forzatura degli innesti-talea

Seconda paraffinatura e messa a dimora degli innesti-talea

Gestione del vivaio

Estirpo

Coltivazione dei portinnesti.
Le piante Madri Portinnesti, realizzate con materiale di categoria "base", vengono coltivate in ambienti solitamente asciutti e sani, per potere produrre e garantire un legno con caratteristiche di sanità elevate, ben lignificato e di diametro adatto per gli innesti. Mentre nel centro e nel sud Italia, dove le condizioni ambientali sono prevalentemente caldo-asciutte, la coltivazione dei portinnesti avviene libera sul terreno, nel settentrione la coltivazione su sostegni è praticamente necessaria per fare maturare il legno e per produrre una maggiore quantità di legno capace di ammortizzare l'elevato costo di impianto e di gestione (foto 1). Le foglie dei portinnesti possono venire colpite dalla fillossera ma un semplice trattamento è sufficiente per controllare il parassita. Negli impianti "impalcati" vengono effettuati diversi interventi di potatura verde per migliorare la produzione sia qualitativamente che quantitativamente. Vi è inoltre la possibilità di effettuare trattamenti insetticidi contro il vettore della flavescenza dorata.

Coltivazione delle gemme da innesto.
La coltivazione delle gemme da innesto utilizzate dai Vivai Cooperativi di Padergnone avviene prevalentemente in Trentino adottando sia impianti a duplice attitudine, da uva e da gemme, sia impianti altamente specializzati realizzati per la produzione esclusiva di gemme da innesto. Tutti gli impianti da dove vengono prelevate le gemme sono sottoposti a rigorosi e ripetuti controlli sia varietali che sanitari. Vengono fatti i trattamenti contro le principali malattie della vite, e tolte le piante con sintomi di patologie riconducibili a virus o che comunque si possono trasmettere per innesto. Particolare attenzione si sta facendo in questi anni per quanto riguarda la flavescenza dorata. Anche se attualmente questo micoplasma non è stato praticamente rilevato nella nostra provincia, i soci dei Vivai Cooperativi di Padergnone fanno da diversi anni tutti i trattamenti contro il vettore della flavescenza dorata, lo Scafoideus titanus. Quest'attenzione particolare nella scelta e nella cura del materiale, ha fatto sì che le barbatelle dei Vivai Cooperativi di Padergnone siano conosciute ed apprezzate in tutta Italia.

Preparazione dei portinnesti e delle marze.
I tralci dei portinnesti e delle marze vengono raccolti nel periodo invernale e posti in ambienti che ne assicurino una buona conservazione fino alla lavorazione (foto 2).
I portinnesti vengono quindi mondati dalle femminelle, tagliati a spezzoni di 35-40 cm mantenendo nella parte basale un nodo, e raccolti in fasci di 100-200 o 600 pezzi con la propria etichetta descrittiva indicante la varietà ed il clone (foto 3). I fasci vengono quindi trattati con un fungicida (foto 4) e conservati in celle frigo ad una temperatura di 1-2 °C ed a un'umidità del 90-100 %(foto 5).
I tralci che forniscono le gemme da innesto vengono ulteriormente selezionati eliminando quelli danneggiati e quelli non ben lignificati. Vengono quindi tagliati mantenendo una gemma per marza e tenendo solamente quelle con diametro tra i 6 e i 14 mm (foto 6). Subito dopo il taglio vengono imbibite in acqua e poste in sacchi con la loro etichetta descrittiva. I sacchi, contenenti le gemme, vengono, fino al momento dell'innesto, conservati in cella frigo in maniera tale da poterne garantire la massima vitalità.

Innesto a tavolo.
L'innesto al tavolo viene eseguito nei mesi di febbraio-marzo utilizzando apposite macchine che effettuano l'incastro meccanico dei due bionti (foto 7a,7b,7c). Attualmente l'innesto realizzato è quello di tipo omega che permette una buona velocità di realizzo ed un'ottima adesione delle superfici di contatto delle due parti. Gli operatori con più pratica di innesto riescono anche ad effettuare 700 innesti all'ora, tenendo sempre in considerazione che i diametri delle due parti devono essere all'incirca uguali.

Paraffinatura e forzatura degli innesti-talea.
Gli innesti-talea vengono quindi paraffinati per proteggere la zona di congiunzione dei due bionti, poi stratificati in casse con segatura e infine sottoposti a forzatura. Solitamente la paraffina utilizzata in quest'occasione è di colore rosso (foto 8). La forzatura consiste nel tenere le casse con gli innesti-talea in serre o locali a temperatura ed umidità controllata (foto 9). Queste condizioni fanno favoriscono lo sviluppo di un callo di cicatrizzazione nel punto d'innesto e gli abbozzi radicali alla base della talea (foto 10-foto11).
Successivamente alla forzatura, che dura dai 15 ai 25 giorni, segue un periodo di rinverdimento ed acclimatamento che irrobustisce l'innesto-talea.

Seconda paraffinatura e messa a dimora degli innesti-talea.
Viene effettuata una cernita di verifica della formazione del callo e contemporaneamente si eliminano i residui di segatura sulla talea-innestata con l'utilizzo di apposite spazzole (foto 12). Si procede ad una seconda paraffinatura, solitamente di colore marrone, che ha lo scopo di impedire la disidratazione del callo nel punto d'innesto una volta che la talea innestata viene messa a dimora (foto 13). Per la coltivazione delle barbatelle è molto importante la scelta del terreno e la zona dove è ubicato. I terreni devono essere sciolti, freschi e fertili, inoltre devono essere ben livellati in maniera tale che non vi siano delle zone di ristagno idrico. Il vivaio può succedere a se stesso al massimo per un secondo anno. Le barbatelle si possono mettere a dimora con trapiantatrice meccanica (foto 14) ma attualmente, con l'adozione della pacciamatura, vengono piantate manualmente utilizzando appositi carrelli agevolatori.

Gestione del vivaio
La gestione del vivaio è un'operazione complessa che richiede professionalità ed esperienza. Fino a qualche decennio fa, le principali operazioni agronomiche venivano fatte quasi esclusivamente a mano, mentre attualmente si utilizzano macchine specializzate per questo tipo di coltura (foto 15).
La gestione del vivaio prevede concimazioni pre-impianto, eventuali apporti nutritivi post impianto anche per via fogliare, parecchie irrigazioni e numerosi trattamenti fitosanitari. Questi in particolare sono orientati verso la difesa dalla peronospora (circa un trattamento settimanale) e, in misura minore, da oidio e botrite. Vengono poi effettuati trattamenti acaricidi ed insetticidi, in particolare modo contro lo Scafoideus titanus, vettore della flavescenza dorata. Il vivaio, inoltre, viene controllato accuratamente, fila per fila, diverse volte durante la stagione, per verificare la corrispondenza varietale ed eventuali malattie. Per assicurare alla vegetazione un portamento eretto ed evitare che questa vada ad adagiarsi al terreno e per rafforzare lo sviluppo dei tralci, vengono effettuate dalle tre alle quattro cimature (foto 16).

Estirpo.
In autunno, possibilmente dopo la caduta delle foglie, quando i tralci sono ben lignificati, si procede all'estirpo delle barbatelle. Tale operazione viene effettuata con un'apposita macchina che, operando in profondità, solleva e scuote le barbatelle per liberarle dal terreno e raccoglierle in mazzi formati manualmente o con legatore (foto 17-foto18). I fasci di barbatelle, accuratamente etichettati, vengono conservati in ambienti freschi e umidi.
Cernita, confezionamento e conservazione
Si procede, quindi, alla cernita del materiale verificando la saldatura dell'innesto e lo sviluppo e la distribuzione dell'apparato radicale. Il tralcio più idoneo viene potato a due gemme e paraffinato (foto 19). Le barbatelle vengono riunite in mazzi da 25 piante e cartellinate. Le barbatelle vengono paraffinate per una terza volta, con paraffina solitamente di colore verde (foto 20), subiscono un lavaggio ed un trattamento con antibotritico (foto 21) e vengono confezionate in apposite scatole di cartone che mantengono all'interno un'elevata umidità (foto 22). Le scatole vengono conservate il celle frigorifero a 1,5-2 °C fino al momento della consegna. Una volta consegnate, tale confezione permette di conservare perfettamente le piante, se stoccate in ambienti freschi, per circa un mese.